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Chiude Google+: a rischio i dati di quasi 500mila utenti

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10 Ottobre 2018

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Google+, il social network lanciato dal gigante di Mountain View, sta per chiudere i battenti.

 

Con una nota pubblicata sul suo blog, Google annuncia l’imminente chiusura di Google+, il social network nato nel 2011 con l’obiettivo di fermare il dominio di Facebook ma che, nel corso degli anni, non è mai riuscito nel suo intento.

 

L’annuncio della chiusura arriva poco dopo la pubblicazione di un’inchiesta del Wall Street Journal dal quale emerge che Google ha nascosto ai suoi utenti un bug nel proprio software che ha messo a rischio i loro dati dal 2015 al 2018 circa.

A causa di questo bug informatico, gli sviluppatori esterni di più di 400 app di Google hanno avuto potenziale accesso ai dati di oltre mezzo milione di persone. I dati potenzialmente divulgati riguardano: nome e cognome, data di nascita, sesso, indirizzo e professione, anche degli utenti che avevano reso private queste informazioni.

 

Il silenzio sull’accaduto da parte di Google ha riportato alla memoria il caso di Facebook e Cambridge Analytica. Tuttavia, in sua difesa il colosso informatico ha spiegato di non aver diffuso prima la notizia perché l’entità del problema risultava essere molto limitata.

 

La chiusura del social network avverrà nell’arco dei prossimi 10 mesi e riguarderà gli utenti consumer. La versione dedicata alle aziende, invece, resterà operativa.

 

Un fallimento annunciato?

Google+ è nato con l’obiettivo di contrastare il dominio di Facebook ma non è mai riuscito a differenziarsi e proporsi come valida alternativa o social network complementare.

 

Inoltre, nel corso degli anni Google sembrava aver abbandonato lo sviluppo della piattaforma privandolo di aggiornamenti che potessero renderlo concorrenziale.

Di conseguenza non ha mai ottenuto il favore di una considerevole parte di pubblico e i ridotti livelli di utilizzo e di engagement lo dimostrano.

Il 90% delle sessioni attive durano meno di 5 secondi e, anche se conta più di 2 miliardi di utenti iscritti, in realtà soltanto il 9% ha pubblicato almeno un post. Su 2 miliardi di utenti, inoltre, le persone che lo utilizzano con costanza sono appena 6 milioni. Questa grande differenza è facilmente spiegabile: tutti coloro che possiedono un account gmail possiedono automaticamente anche un account Google+.

 

I motivi del fallimento di Google+

Sicuramente il bug del software informatico a danno degli utenti ha influito sulla decisione di porre fine a questo social network ma, analizzando con occhio critico la situazione, possiamo rintracciare una serie di motivazioni differenti che hanno contribuito alla chiusura di Google+:

 

  • incapacità di differenziarsi da Facebook o rendersi complementare
  • mancanza di aggiornamenti costanti e al passo con lo sviluppo dei social network competitor
  • ritardo nell’adattamento al mobile
  • ridotti livelli di utilizzo e di engagement da parte degli utenti

 

Alla luce di ciò, quando non si è stati in grado di realizzare un prodotto in grado di soddisfare le aspettative dei consumatori in un mercato fatto di concorrenza spietata, l’epilogo risulta essere abbastanza prevedibile.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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