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Coronavirus e web, la prima infodemia della storia

corona virus
25 Febbraio 2020

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Nel corso della storia l’umanità ha ciclicamente dovuto fronteggiare terribili epidemie che hanno decimato la popolazione. Con il coronavirus siamo, tuttavia, di fronte ad un caso unico di diffusione mondiale di un pericoloso virus amplificato, dal punto di vista dell’informazione, dai nuovi media. Una situazione inedita densa di molte criticità.

“Infodemia” un pericolo da contrastare

L’enciclopedia Treccani definisce l’infodemia come “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”. Esattamente quello che sta avvenendo in questi giorni con una esplosione di informazioni false che alimentano confusione e panico e impediscono una razionale gestione del problema. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed i governi nazionali sono impegnati nel contrasto alle fake news sui numeri dell’epidemia, su come avviene il contagio e su teorie complottiste da film (vedi L’esercito delle 12 scimmie).

I social media ovviamente facilitano la propagazione in tutto il mondo, e purtroppo in questi giorni in Italia, di questa falsa informazione con una velocità che quasi non permette alle autorità di poterla fronteggiare. Ultimo episodio, nel contesto del primo caso di coronavirus a Palermo, la viralizzazione su WhatsApp di un audio fake di una presunta dipendente dell’Ospedale Cervello che getta allarme sulla propagazione della malattia in città (caso subito denunciato dal sindaco alla polizia postale). Questa continua diffusione di false notizie ha come unico risultato l’isteria collettiva che rischia di colpire mortalmente la già fragile economia italiana.

C’è però anche da dire che, nella prima fase di diffusione del coronavirus, i social media hanno permesso di abbattere il muro della censura del governo cinese grazie alle testimonianze di tanti cittadini.

coronavirus social media 1

Coronavirus: come lo stanno affrontando i giganti del web

I colossi del web hanno deciso di collaborale con l’OMS per contrastare il dilagare della disinformazione sul Covid-19. Google ha deciso di mostrare, ricercando “coronavirus”, in cima alla serp le informazioni fornite dalle pagine web ufficiali dell’OMS e, nel caso dell’Italia, del Ministero della Salute. Anche i video di YouTube, che appartiene alla grande famiglia di Google, mostrano informazioni sul coronavirus attraverso dei banner che reindirizzano gli utenti al portale web dell’OMS.Facebook, invece, sta operando con fact-checker (verifica dei fatti) terzi per “scovare” le notizie false sul coronavirus. L’obiettivo del social media di Zuckerberg è quindi di rimuovere soprattutto le teorie cospirazioniste collaborando, allo stesso tempo, con le organizzazioni internazionali e nazionali per fornire le giuste informazioni sull’epidemia.

Anche Twitter sta garantendo, sulle ricerche #coronavirus, tutte le informazioni da siti autorevoli. Tik Tok sta ricorrendo all’intelligenza artificiale per eliminare i video fuorvianti o inappropriati che disinformano i giovanissimi (il target di questo nuovo social network).

Burioni, quando la buona informazione diventa virale

Roberto Burioni medicalfacts coronavirusSul web non spopolano solo le fake news. Spesso emergono anche soggetti che contrastano la cattiva informazione. In Italia spicca sicuramente l’ormai noto virologo Roberto Burioni, famoso per il contrasto alle teorie dei no vax, che da giorni ha letteralmente preso la scena.

Tutto questo è stato possibile soprattutto grazie all’attività del medico sul web. Punto nevralgico della sua “controinformazione” è il sito www.medicalfacts.it. Un vero e proprio magazine di informazione gestito da un comitato scientifico (formato da sei componenti con curriculum di grande spessore) che ogni giorno pubblica articoli sulle grandi tematiche mediche di attualità: vaccini, alimentazione, omeopatia, gravidanza, bambini e tanto altro. Articoli divulgativi che smontano, dal punto di vista scientifico, tutte le idiozie che circolano sul web.

In questi giorni sul sito ovviamente c’è un focus interamente dedicato al coronavirus costantemente aggiornato. Dal grafico si vede come dall’inizio della diffusione dell’epidemia (gennaio 2020) il traffico sul sito sia incredibilmente schizzato.

Gli articoli di medicalfacts diventano virali grazie ai canali di Burioni il cui pubblico, ormai centinaia di migliaia di seguaci, li condivide spontaneamente creando un argine al dilagare delle fake news. Il suo successo sul web sta avendo come effetto la grande notorietà del virologo che ormai viene invitato da tutte le più importanti trasmissioni radiofoniche e televisive.

medicalfacts andamento sito burioni

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