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Differenza tra Realtà Virtuale e Realtà Aumentata

realta aumentata e virtuale
13 Dicembre 2021

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Con l’avvento del metaverso diventa necessario distinguere VR e AR

Sentiamo e sentiremo sempre più spesso parlare di realtà virtuale e realtà aumentata. Entrambe le tecnologie stanno prendendo sempre più campo e sono note ai più per un motivo semplice: arricchiscono l’esperienza dell’utente grazie a spazi alternativi o immagini 3D altamente curate.

Non solo: stanno anche suscitando un immenso interesse per le loro applicazioni in termini di intrattenimento, brand development e marketing. Con l’avvento del metaverso, per di più, sono in aumento le aziende e le imprese che stanno investendo per sfruttare l’una o l’altra.

Ma qual è, a conti fatti, la differenza tra realtà virtuale e realtà aumentata? Anche se i progressi tecnologici hanno fatto sì che i due concetti abbiano cominciato a mescolarsi e a sfumarsi, la verità è che sono due cose molto diverse, con caratteristiche specifiche che le distinguono l’una dall’altra.

Cos’è la Realtà virtuale (VR)

Partiamo dalla realtà virtuale. Volendola tratteggiare a grandi linee, potremmo dire che si tratta della simulazione di un mondo alternativo. Generalmente curata in ogni dettaglio e usata principalmente per intrattenere, la realtà virtuale punta ad avvolgere l’utente e a escludere il mondo reale.

Come? Chiaramente per mezzo di appositi dispositivi come cuffie, visori, guanti e altre apparecchiature che grazie a tecnologie all’avanguardia e a sensori esterni e interni identificano il movimento e lo traslano in uno spazio virtuale.

Ci si ritrova, dunque, a poter compiere azioni con (quasi) tutto il corpo in un luogo sospeso nel tempo. Infatti, l’idea alla base della realtà della realtà virtuale è quella di far immergere l’utente in un’esperienza totalizzante e coinvolgente, a prescindere dal luogo in cui si trova.

Esempi di Realtà Virtuale

Ad oggi, la realtà virtuale è prevalentemente utilizzata dall’industria dei videogiochi. Nel corso degli ultimi anni sono stati sviluppati diversi tipi di visori (per altro disponibili in diverse fasce di prezzo) che consentono di accedere a titoli sviluppati specificamente per essere immersivi.

Uno dei titoli più gettonati in tale senso è Skyrim VR, un videogioco GdR che permette di vivere un’esperienza fantasy a tutto tondo, ma di anno in anno le proposte si moltiplicano, andando di pari passo con i progressi scientifici in termini di apparecchiature e resa grafica.

È però doveroso sottolineare che, oltre ai videogiochi, la realtà aumentata sta trovando ampia applicazione anche nel settore formativo. Sono sempre di più, per esempio, le Università (soprattutto negli USA) che sfruttano la VR per approfondimenti in materia artistica o, addirittura, per esercitazioni in campo medico.

Donna immersa nella realtà virtuale

Cos’è la Realtà Aumentata (AR)

Andiamo, invece, alla realtà aumentata. Anche qui possiamo fare una breve introduzione spiegando, in maniera molto semplice, che l’AR aggiunge elementi digitali al mondo reale, per mezzo di dispositivi molto comuni: gli smartphone.

In maniera più dettagliata, la realtà aumentata è una sorta di “parente” più modesta della realtà virtuale. La tecnologia è progettata per permettere all’utente di muoversi liberamente e senza vincoli, perché l’AR non ha né la vocazione né la pretesa di creare mondi paralleli.

Mentre la realtà virtuale sostituisce l’esperienza reale monopolizzando il campo visivo, l’AR si limita ad aggiungersi a esso. Difatti, ha l’obiettivo di arricchire il mondo reale con immagini (spesso curatissime) che vengono proiettate su superfici fisiche.

Nonostante sia molto limitata rispetto alla VR, la realtà aumentata ha possibilità di applicazioni infinite. Ciò perché tutti gli smartphone esistenti montano ormai dei software AR che, da anni, riconoscono l’ambiente circostante e permettono esperienze sempre più accurate.

Esempi di Realtà Aumentata

Proprio grazie ai software montati sugli smartphone, l’AR è una tecnologia più che utilizzata da milioni di utenti in tutto il mondo. L’esempio più eclatante di uso di massa dell’AR risale al 2016 ed è legato al settore dell’intrattenimento: stiamo parlando di Pokémon Go.

Grazie alle app per i sistemi iOS e Android, questo videogioco free-to-play ha catapultato una vastissima fetta della popolazione globale nella “caccia” virtuale ai Pokémon, che per mezzo delle fotocamere, “apparivano” in ogni parte del mondo, pronti a farsi catturare.

Il successo di Pokémon go ha enormemente impattato sull’uso dell’AR nel mondo digitale. Basti pensare, infatti, che poco tempo dopo Google ha implementato la possibilità di provare il 3D e la realtà aumentata nella ricerca, permettendo, per esempio, di visualizzare animali a grandezza naturale nell’ambiente in cui ci si muove grazie all’uso della fotocamera.

Anche Amazon non è rimasto indifferente: alcuni negozi permettono di “visualizzare” e posizionare specifici oggetti nelle stanze in cui si desidererebbe collocarli.

Uso della realtà aumentata

Cos’è il metaverso

Perché realtà virtuale e realtà aumentata sono strettamente connesse al metaverso e alle sue future (e molto prossime) innovazioni? Perché di base il metaverso (verso cui si stanno muovendo sia Facebook che Microsoft) è il frutto della combinazione di più elementi tecnologici, comprese VR e AR.

Il Metaverso promette di essere un mondo virtuale centralizzato, parallelo al mondo fisico. Un mondo che avrà un impatto di grandissimo rilievo su tutti i campi della nostra esistenza.

Ciò ci si aspetta è che i suoi utenti possano lavorare, giocare e rimanere in contatto tra loro facendo qualsiasi cosa, dal partecipare a concerti a tenere conferenze, fino a viaggiare in spazi virtuali creati appositamente.

Va da sé che per viaggiare e partecipare a eventi di grande portata la realtà virtuale avrà un ruolo chiave. La realtà aumentata, dal canto suo, potrebbe giocare un ruolo essenziale per quelle che sono le proprietà digitali. Sì, perché con l’avvento del Metaverso sta aumentando anche l’interesse verso lo sviluppo e la realizzazione di oggetti d’ogni tipo che potranno essere posseduti solo virtualmente. Non si tratta più di meri NFT (non-fungible token), ma di contenuti che potranno essere sfoggiati dalle future proiezioni virtuali. Interessante, vero?

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