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Un malato di SLA è riuscito a pubblicare un tweet col pensiero

19 Marzo 2022

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Philip O’Keefe, 62 anni affetto da SLA riesce a inviare un tweet attraverso il suo pensiero; non si tratta di uno script di un copione appartenente ad una serie tv fantascientifica, ma è tutto realmente successo grazie ad un dispositivo di circa otto millimetri impiantato nel cervello. Il dispositivo in questione, senza fili, riporta direttamente sullo schermo di un computer l’attività elettrica emessa dai neuroni trasformata poi in vere e proprie parole. Il primo tweet inviato da Okife è breve ma pregno di significato:

“Hello, world! Short tweet. Monumental progress”

(“Ciao, mondo! Piccolo tweet. Progresso gigantesco”)

Philip twitta attraverso il social profile dell’amministratore delegato della Synchron l’azienda che ha permesso che ciò si verificasse sviluppando l’eccezionale collegamento chiamato Stentrode.

lo stesso Philip che non si è mai mostrato restio a partecipare attivamente ad ogni tipo di esperimento capace di agevolare la sua vita dopo la malattia, sembrerebbe riconoscere senza alcuna esitazione la forte indipendenza che ha ottenuto attraverso l’utilizzo di questo rivoluzionario dispositivo.

Primo tweet inviato col pensiero

I primissimi tweet sono stati postati già a partire dal 23 dicembre attraverso il profilo del CEO del Syncron Thomas Oxley che puntualizza che sono stati emessi circa 7 tweet e che Philip ha potuto mettere svariati like. Un vero e proprio trionfo, questo episodio rappresenta un punto di svolta dall’importanza fondamentale per quanto riguarda la materia delle interfacce cervello-computer che possono essere impiantate.

La fenomenale modalità secondo la quale attraverso il pensiero si possa dare la possibilità a chi come Philip non può fisicamente scrivere e postare un tweet lascia ancora senza parole. Secondo lo stesso Philip utilizzare il collegamento Stentrode richiederebbe un po’ di allenamento, proprio come quando si imparare ad andare in biciletta; all’inizio potrebbe risultare un po’ impegnativo ma tutto sta nell’allenarsi e abituarsi ad usufruire del dispositivo e pian piano il procedimento dovrebbe diventare sempre più automatico.

Insomma, quello che è successo lo scorso dicembre ha alimentato le speranze di molti, facendo ben sperare per quella ormai dimenticata indipendenza che potrebbe essere riconquistata in parte da persone che come Philip non provano più questa sensazione da troppo tempo a causa della paralisi.

La tecnologia utilizzata

Più dettagliatamente, il tipo di tecnologia utilizzato e ciò che questo dispositivo è in grado di fare è dare la possibilità a chiunque di cliccare su un computer, utilizzare i social o mandare delle email; in questo modo coloro che sono impossibilitati nella comunicazione possono ad esempio gestire il proprio conto bancario, fare acquisti ed utilizzare la messaggistica tradizionale.

Ma come funziona questo dispositivo? Potrebbe essere paragonato ad una sorta di cervello Bluetooth appositamente studiato per tutte quelle persone che non possiedono più la facoltà di muoversi liberamente o esprimersi mediante la parola in seguito ad un incidente o malattia. Il dispositivo viene introdotto nel cervello mediante un catetere che arriva fino alla corteccia motoria e passa per la vena giugulare, proprio come succede quando si agisce nei casi di ictus. In sostanza, chiunque volesse comunicare attraverso questa modalità telepatica di utilizzare i social media dovrebbe semplicemente guardare sullo schermo con una tastiera e selezionare le lettere con le quali voler comporre una frase, una parola o un discorso completo; in un secondo momento mediante un ulteriore dispositivo posto sul petto, un vero e proprio algoritmo di machine learning prepara i dati e traduce i segnali in precisi ordini digitali.

L’entusiasmo di Philip e l’ottimismo nei riguardi della tecnologia

L’entusiasmo di Philip ci conferisce speranza e ottimismo nei confronti della tecnologia e in quello che succederà nel futuro nel campo della comunicazione agevolata. L’esperienza di Philip potrebbe effettivamente essere di grande aiuto e, si spera, spianare la strada anche quei soggetti impossibilitati nell’utilizzo della parola o scrittura che adesso possono servirsi del proprio pensiero per postare su Twitter.

È proprio vero che negli ultimi tempi la tecnologia si sta evolvendo sempre di più e facendo ciò, anche in settori come quello comunicativo, sta migliorando il tenore di vita di tante persone; ne è un concreto esempio il dispositivo Stentrode. La comunicazione oculare potrebbe così diventare l’unico mezzo di espressione disponibile per persone con disabilità, un vero e proprio strumento indispensabile per agevolare loro la vita.

Il fenomeno del deep learning i tentativi di agevolare l’esperienza comunicativa degli utenti

Anche il fenomeno del deep learning sta agevolando l’esperienza comunicativa dell’utente ipovedente, che mentre in passato utilizzava Facebook esclusivamente mediante il tool di Voice over, capace di descrivere vocalmente tutto quello che sta succedendo sullo schermo, adesso sembra poter valutare l’impiego di alternative sempre più inclusive adattabili per più circostanze inclusa ad esempio quella scolastica.

Comunque sia, non ci resta che aspettare e lasciare che la tecnologia ed il progresso facciano il loro corso con la consapevolezza, oggi più che mai, che innovare voglia dire conferire ad ognuno le stesse identiche possibilità di interagire autonomamente con il prossimo.

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