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Video con panino ammuffito, pubblicità shock di Burger King

panino ammuffito
21 Febbraio 2020

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Se è vero che nel mondo della pubblicità farsi vedere al meglio delle proprie possibilità è sempre una priorità, mostrare il peggio è decisamente una scelta in controtendenza. Che però, in alcuni casi, può essere vincente.

Ne è un esempio lampante la recentissima campagna di uno dei colossi del fast food, Burger King. L’eterno secondo del settore – da sempre messo in ombra dai numeri del pioniere McDonald’s – non si è mai fatto scoraggiare da un competitor così ingombrante. E ha stupito mostrando uno dei suoi panini andare a male.

Moldy Whopper: la campagna di Burger King

La strategia di comunicazione di Burger King è semplice solo in apparenza. La sua campagna pubblicitaria, accompagnata dall’hashtag #NoArtificialPreservatives è una vera e propria stoccata al suo avversario, da sempre accusato di imbottire i suoi panini e le sue patatine di ogni tipo di conservante possibile e immaginabile.

Un’agenzia di comunicazione di alto livello sa alla perfezione quanto il punto debole di un “nemico” possa diventare l’arma vincente per un advertise di successo. E questo è un caso davvero esemplare: lanciando il panino Moldy Whopper, Burger King usa un tone of voice potentissimo… senza nemmeno usare le parole.

L’unica frase dello spot è the beauty of no artificial preservatives, ovvero: la bellezza di non avere conservanti artificiali. Agenzia pubblicitaria e azienda hanno lavorato a stretto contatto per dare vita a un panino da fast food che fosse in effetti privo di additivi e per lanciarlo nel modo migliore in assoluto.

Sì, perché è come se la pubblicità urlasse che è il cibo vero (quello salutare, quello davvero buono) a diventare brutto. E questo è garanzia del nuovo prodotto di Burger King, che si lascia alle spalle McDonald’s riscuotendo una quantità incredibile di consensi.

L’altro colpo di genio sta nell’anticipo del lancio pubblicitario: il Moldy Whopper farà la sua apparizione nei ristoranti entro la fine del 2020, ma se ne parla già da adesso. Questo aumenta la curiosità e il desiderio di assaggiare. E ci insegna che in alcuni casi, semplicità e attesa sono le armi migliori per incantare il cliente.

Moldy Whopper: il timelapse per restituire il lungo termine

Estremamente interessante – seppur non innovativa – è la tecnica video usata per realizzare lo spot. Avendo la necessità di restituire in pochi secondi (45 in tutto) un processo di deterioramento lungo 34 giorni, Burger King ha optato per il timelapse.

Si tratta di una tecnica di ripresa che, un tempo, era limitata al documentario: serve infatti a cogliere ogni singolo cambiamento, anche quello più impercettibile, registrando immagini a intervalli di tempo regolari per poi montarle dando un senso di continuità. Questo restituisce il lungo termine in maniera accelerata.

Nel caso dello spot del Moldy Whopper, la ripresa accelerata è stata anche accostata a una canzone dal ritmo lento, per altro scelta non a caso: si tratta di What a Difference A Day Makes (Che differenza può fare un giorno) di Dina Washington. Un messaggio ben studiato, che dà contemporaneamente un senso di similitudine e contrasto.

Burger King e McDonald’s: una lotta all’ultimo spot

Non è la prima volta, comunque, che Burger King realizza degli spot d’attacco. Il team creativo del colosso dello street food è sempre alla ricerca di modi innovativi per attrarre i clienti del suo diretto concorrente. Per esempio, nel 2017, in occasione di Halloween, giocò con la mascotte dell’avversario, trasformandolo nel protagonista di uno spot dell’orrore:

Anche qui, la forza è stata sia nelle immagini che nelle pochissime parole, in particolare le ultime, come as a clown, eat like a King: vieni come un clown, mangia da re. Chiaramente, McDonald’s non è rimasto a guardare: la lotta (senza esclusione di colpi… bassi) tra i due è praticamente continuo.

Per questa ragione, dopo il panino ammuffito di Burger King, c’è solo da attendere prima di vedere su tutti i canali del competitor una nuova risposta.

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