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Un libro di marketing al giorno: “Don’t make me think”

Don't make me think
7 Aprile 2020

Indice dei contenuti

La cosiddetta “usabilità” ormai è un concetto chiave nella realizzazione di qualsiasi prodotto e può essere determinante per il suo successo commerciale. Se ciò vale per i prodotti di tutti i giorni, come un elettrodomestico o uno smartphone, è ancora più vero nell’ambito di prodotti digitali come applicazioni e siti web. Continuiamo con la nostra iniziativa “Un libro di marketing al giorno” proponendovi uno dei libri più interessanti che studiano l’argomento: “Don’t make me think. Un approccio di buon senso all’usabilità web e mobile” di Steve Krug.
Scritto nella sua prima edizione nel lontano 2000, è incredibile come i principi e anche gli esempi proposti valgano ancora pienamente in uno scenario completamente mutato. Vent’anni nel mondo del web sono come un’era geologica, eppure gli errori che venivano fatti allora sono gli stessi che i professionisti e le aziende di tutto il mondo commettono ogni giorno. Il libro oggi è arrivato alla sua terza rivisitazione, ma alcuni degli esempi della prima edizione rimangono molto attuali.

Il libro “Don’t make me think”

Il titolo di questo libro, “Non farmi pensare”, è il manifesto della semplificazione e della chiarezza nella web UX (User Experience). Non fare pensare il fruitore del nostro sito web o della nostra app equivale a rendere per lui il processo di navigazione semplice, chiaro e privo di dubbi. Apparentemente sembra un concetto ovvio ma nel concreto di ogni giorno diventa spesso un obiettivo utopico.
Nei primi tre capitoli Krug snocciola le sue simpatiche leggi dell’usabilità, che contraddicono alcuni dei più gettonati mantra del web. In sostanza un sito web è usabile quando una persona di media competenza nella navigazione web riesce a compiere una data operazione su un sito senza abbandonare i suoi scopi.
Nei capitoli che si succedono (molto rapidamente in quanto il libro è di circa 200 pagine) Krug spiega i processi con cui avviene nel concreto la navigazione su un sito web, evidenziando come nella maggior parte dei casi le aspettative di chi lo disegna e realizza sono disattese dai suoi fruitori. Gli utenti non sempre fanno quello che chi realizza siti web si aspetta. Anzi, non lo fanno quasi mai.

L’autore spazia tra varie tematiche, alcune più legate al design, altre invece più al web copywriting. Non sempre dietro un problema di usabilità si nasconde una complessa questione tecnica o un problema di design, spesso è l’uso di parole adatte a fare la differenza oppure la mancanza di adeguati standard di accessibilità.
Il libro è stato poi aggiornato nel 2014 con esempi più recenti e con tutta una serie di capitoli dedicati al mondo dei dispositivi mobili, che nel 2000 non erano stati nemmeno inventati. Anche se il web oggi passa soprattutto dagli smartphone, i concetti espressi rimangono comunque validi: l’uso di etichette chiare, la giusta struttura visuale di un sito, il ruolo di ogni singolo elemento che compone il layout di una pagina. Sono tutti argomenti che spesso conosciamo perché li viviamo ogni giorno ma che spesso diamo per scontati. Questo libro ci da l’opportunità di riflettere sulle conversazioni che avvengono nella nostra mente ogni volta che navighiamo su un sito.
Ci sono poi capitoli che spiegano nel concreto come condurre un test di usabilità, reputato fondamentale dall’autore, per comprendere la bontà della User Experience di un sito web.

dontmakemethink ux

Perché leggere Don’t make me think

La scrittura dell’autore è molto divertente e pungente, i temi di UX, che potrebbero sembrare noiosi, sono trattati con una verve che rendono molto facile scorrere tutte le parti del libro senza stancarsi.
Inoltre, più che una guida allo sviluppo o al design di un sito, questo libro è un po’ un viaggio nella mente degli utilizzatori finali del web, che cerca di farci immedesimare con loro e farci capire perché si comportano in un certo modo. Molto spesso, infatti, i libri sulla User Experience sono basati su studi di tipo statistico ma che dicono poco su quello che è il ragionamento che ogni visitatore fa nella sua mente.
Riflettere sui percorsi mentali di chi utilizza un sito, ma anche di chi lo realizza, è un modo abbastanza innovativo di pensare una materia complessa come quella della UX Design.
Spesso le decisioni sulla struttura di un sito non sono prese perché le migliori in assoluto, anche perché non esistono assoluti in questa materia. I designer saranno probabilmente maggiormente appagati da soluzioni che siano graficamente più ricercate, i programmatori potrebbero, invece, avere più a cuore la pulizia del codice o l’utilizzo di soluzioni tecniche a loro più congeniali. Questo libro ci aiuta a comprendere queste dinamiche, a riconoscerle ed evitarle, mettendo al centro l’esperienza dell’utente.

Come sottolineato dall’autore, non esiste un solo modo di strutturare un sito web, ma esistono infiniti modi per farlo nel modo sbagliato. Gli esempi di Krug sono veramente divertenti e i test che propone di effettuare sono uno spasso. Il suo particolare “test del bagagliaio”, ad esempio, chiede di immedesimarvi in un uomo che viene rapito e bendato e poi chiuso in bagagliaio e poi, ancora, scaricato in un punto qualsiasi della città. Questo fantasioso paragone è dovuto al fatto che oggi la navigazione sul web è più una sorta di salto nel vuoto da un punto ad un altro e non un percorso su un sentiero preciso. Si può arrivare in un sito tramite un link sui social, tramite un’inserzione o un risultato di ricerca.
Si tratta di un manuale che non si atteggia come tale. Non vi dirà le proporzioni esatte da usare per evidenziare i link delle vostre pagine web ma vi spiegherà cosa accade quando non ci si sforza di curare questo genere di dettagli nel design di un sito web.

steve krug ux

L’autore Steve Krug

Steve Krug è un consulente di User Experience di Chestnut Hill, Massachussetts. Oltre ad essere l’autore del best seller di cui parliamo in questo articolo, ha creato il suo studio di consulenza chiamato Advanced Common Sense. Conduce spesso workshop in cui spiega come condurre test di usabilità e aiuta le aziende a migliorare l’usabilità dei propri siti. Nel 2009 ha pubblicato un altro libro di successo: “Usabilità. Individuare e risolvere i problemi”.

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