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SEO nel 2022: 30 consigli da seguire

Seo 2022
8 Febbraio 2022

Indice dei contenuti

Anche nel 2022 la SEO sarà una delle più importanti attività di web marketing

Grande, piccolo, medio? Poco importa, per qualsiasi sito la SEO resta un pilastro fondamentale. Per capire quanto sia essenziale basta fare una riflessione tanto semplice quanto immediata: a cosa serve creare un sito web se gli utenti non riescono a trovarlo su Google?

Sì, perché la ricerca da organico resta fondamentale, a prescindere da quali strategie di web marketing si mettano in atto. Ciò vale e varrà anche per il 2022, dunque tanto vale rimboccarsi le maniche e seguire i consigli di un esperto, Neal Schaffer (fondatore di una delle più importanti società di consulenza di digital marketing al mondo).

Schaffer ha realizzato una guida definitiva articolata in 30 punti che risponde alle esigenze della maggioranza dei siti web ed elenca tutti i must have. Scopriamola insieme e facciamone tesoro.

Registrazione a Google Search Console

Google Search Console è uno strumento essenziale, che permette di monitorare tutte le funzionalità, i risultati e l’andamento del proprio sito web. L’iscrizione a Google Search Console (per mezzo dell’accesso e dell’utilizzo del proprio account Google) dà una spinta al motore di ricerca per far sì che “veda” gli sforzi messi in atto ai fini del posizionamento e del rendimento. Google Search Console consente anche di avere sotto mano dati sempre aggiornati ed eseguire diverse attività di manutenzione.

Registrazione a Bing Webmaster Tools

Non solo Google Search Console: chi vuole mettere in atto una vera e propria strategia integrata di web marketing deve saper contare anche su Bing Webmaster Tools, plugin gratuito che consente di aggiungere uno o più siti al crawler dell’indice di Bing. Anche in questo caso basta accedere all’apposita pagina e usare il relativo account per ottenere spunti, consigli e accedere a diversi strumenti che aiutano il sito web a crescere.

Creare una sitemap XML per Google e Bing

Fatte le registrazioni suddette, il passo successivo è la creazione di una sitemap XML, ovvero di un file comprendente tutte le URL di un sito, dalla più importante in giù, elencate secondo gerarchia. La sitemap permette a Google e Bing di effettuare scansioni dettagliate e di classificarle. Per gli utenti WordPress la generazione della sitemap XML diventa automatica usando il plugin Yoast SEO.

Analisi dei dati google

Usare Google Analytics

Chiunque crei un sito web sa perfettamente quanto Google Analytics sia essenziale per tenere sott’occhio gli accessi, il rendimento e, in generale, i numeri che contano. Tuttavia, Analytics aiuta anche dal punto di vista SEO perché offre moltissimi dati sugli utenti e su come interagiscono con il sito. Può (e deve) dunque essere usato come strumento strategico per puntare sugli argomenti più adatti per scalare la SERP.

Tenere d’occhio la velocità del sito

Un sito web lento e macchinoso non solo non attrae (né trattiene) gli utenti, ma può essere penalizzante lato SEO. La velocità del sito è un fattore di ranking importante a cui non molti pensano. A questo proposito è molto utile lo strumento Google Page Speed ​​Insights, che permette di trovare modi per velocizzare le pagine più problematiche.

Sfruttare un design Mobile First

Viviamo in un mondo sempre più connesso, dove i siti web devono essere fruibili da più dispositivi senza perdere colpi. Partendo da un metodo di web design responsive, che permette l’adattamento agli schermi di diversi device, occorre sfruttare al meglio il design Mobile First, che, come dice il nome, mette al primo posto i dispositivi mobili. Da qualche tempo a questa parte, infatti, sia Google che Bing stanno premiando i siti accattivanti e facili da navigare sui browser mobili. È decisamente il caso di sfruttare l’onda.

Google su Mobile

Usare Yoast SEO per WordPress

Per quanto l’utilità del “semaforo” di Yoast SEO sia terreno di scontro tra gli esperti del settore, questo plugin resta uno degli strumenti migliori per gli utenti WordPress. Yoast SEO è un vero e proprio assistente editoriale che fornisce suggerimenti, indicazioni e consigli per l’ottimizzazione di articoli e pagine in base a diversi criteri tutt’oggi validi per un buon posizionamento.

Tenere conto della SEO off page

Uno sguardo dentro, ma anche uno sguardo fuori. Chiunque voglia davvero mettere in atto una buona strategia SEO deve tenere conto anche dell’off page, ovvero di tutte le tecniche mirate al posizionamento che si svolgono “fuori” dal sito web. Link building, brand reputation, content marketing e social media marketing diventano così essenziali per affermarsi.

Partire dalle parole chiave giuste

Solo dopo aver impostato correttamente (secondo i criteri precedenti) il sito web si può passare alla fase successiva: quella della keyword research e delle sue applicazioni. Pianificare i contenuti tenendo conto del proprio bacino di utenza è essenziale per ottenere un buon traffico da organico e tutto parte dall’individuazione delle parole chiave pertinenti, individuabili per mezzo di strumenti come Google Search Console, SeoZoom, Semrush e altri tool disponibili (gratuitamente e non) sul web.

Comprendere i volumi delle parole chiave

Trovare le parole chiave giuste basta? Certo che no. Per ottimizzare un sito in ottica SEO occorre saper interpretare i volumi di ricerca. Più il volume è alto, più pertinenza e gradimento degli utenti aumentano di livello. Le variazioni di volume possono essere notevoli anche tra keyword similari, per questo è essenziale uno studio attento.

Capire l’importanza dell’intent

Keyword e search intent, importanti, anzi, importantissimi. L’intento di ricerca, infatti, indica ciò che gli utenti vogliono sapere quando cercano una specifica parola e aiutano a capire da cosa sono mossi. Talvolta una sola parola chiave può essere la risposta a diversi intenti. Per inquadrare al meglio la situazione, oltre ai succitati tools, è bene dare un’occhiata alle parole correlate suggerite da Google e alle sue risposte automatiche.

Valutare la Key difficulty

Gran parte dei tools utili per l’ottimizzazione SEO comprendono un dato essenziale, ovvero la key/keyword difficulty o competitivity. Tenere in considerazione questo dato permette di capire quanto è difficile posizionare un sito web per una precisa parola chiave: minore è la difficoltà/competitività, maggiori saranno le possibilità di raggiungere le prime posizioni.

Usare con cognizione di causa la parola chiave principale

Identificata la parola chiave con cui si andrà a competere occorre, poi, saperla usare (e dosare) correttamente. Non forzarla, dunque non ripeterla continuamente, è fondamentale. Va, però, inclusa nel titolo SEO, nella meta-descrizione, nel titolo H1, in alcuni dei tuoi sottotitoli e nel primo paragrafo. Questi posizionamenti strategici rendono ai motori di ricerca più facile la sua individuazione.

Ottimizzare le url

Url lunghe e piene di stop-words? No grazie. Se il permalink è troppo lungo i motori di ricerca lo penalizzeranno, perché non ne individueranno il focus. Le url ideali per una buona strategia SEO sono quelle che comprendono la parola chiave secca o, al massimo, con poche (pochissime) altre parole essenziali.

Includere elementi visivi per aumentare il tempo di permanenza

Un’altra ottima mossa per la SEO? Includere video e immagini di qualità che aumentano il tempo di permanenza sulle pagine web, ovvero il tempo che gli utenti trascorrono a leggere/guardare i contenuti. Gli elementi visivi rendono il sito esteticamente più bello e sono un ottimo modo per dare ai motori di ricerca ulteriori informazioni.

Dare il giusto peso alle immagini

Letteralmente, il peso delle immagini all’interno di un sito web fa la differenza. Immagini troppo pesanti caricano lentamente e danneggiano le pagine, cosa che automaticamente penalizza la ricerca da organico.

Non dimenticare titolo e tag Alt delle immagini

Sì, anche le immagini vanno ottimizzate. Come? Usando il titolo e il tag alt (testo alternativo). Il titolo descrive l’immagine ed è utile per la SEO perché è qualcosa che i motori di ricerca possono indicizzare, mentre il tag alt fornisce una descrizione che gli screen reader possono rilevare e che apparirà se l’immagine non viene caricata correttamente.

I collegamenti interni sono essenziali per massimizzare le prestazioni SEO. Questa pratica incoraggia i lettori a visitare altre pagine, cosa che offre loro maggiori opportunità di vedere ciò che il sito ha da offrire. Soprattutto per i siti di e-commerce e per i blog professionali avere clienti che navigano le varie pagine aumenta, in toto, l’efficacia della strategia di comunicazione e posizionamento.

Linkare siti autorevoli

Per quanto essenziali siano i link interni, non si deve mai pensare che bastino. Spesso si commette l’errore di non linkare contenuti esterni, pensando che possano penalizzare il proprio lavoro. Nient’affatto. Anzi, al contrario: linkando siti web dal rank autorevole e con una reputation affermata, si migliora anche la propria autorità di dominio. E migliora la posizione in SERP.

Sfruttare le keyword correlate per l’ottimizzazione semantica

Ogni parola chiave ha un cluster, ovvero un insieme di keyword correlate appartenenti a una specifica macrocategoria. Saperle usare e affiancare è la base per una buona ottimizzazione semantica, fluida e non forzata, che restituisce ai motori di ricerca una visione d’insieme premiante.

Aggiungere il markup dello schema, ove possibile

Cos’è il markup dello schema? È un sistema che dà contesto ai contenuti (e più in generale alle pagine web) che risulterebbero altrimenti poco chiare o ambigue ai motori di ricerca. Generalmente viene creato con i codici HTML, sfruttando degli specifici tag. Il markup dello schema è una specie di invito, da parte del sito web a Google o a Bing, a non soffermarsi solo sulle parole chiave ma ad andare più a fondo.

Monitorare la posizione post pubblicazione

Tutto pronto e pubblicato? Sì, ma non finisce lì. La SEO è una sfida continua e il monitoraggio va eseguito anche dopo, perché si può sempre migliorare. È buona norma tenere sotto controllo il posizionamento e osservare le variazioni per ampliare/ridurre o ottimizzare ulteriormente i contenuti, anche molto tempo dopo rispetto alla loro pubblicazione.

Aumentare i CTR di Google

Sempre post-pubblicazione è buona prassi tenere conto del CTR (click-to-rate) di Google e fare il possibile per aumentarlo. Per farlo si possono utilizzare gli A/B Test appositi e intercettare ciò che gli utenti trovano più appetibile, per portare in modo più naturale e catchy al clic organico.

Aggiornare i contenuti obsoleti

Non tutti i contenuti di un sito sono evergreen, per questo è buona prassi aggiornare il più possibile le proprie pagine e i propri articoli. Per farlo occorre sempre tenere conto di ciò che gli utenti desiderano leggere/trovare sul sito web e attualizzarlo al meglio.

Potare i contenuti irrilevanti

Molto tempo fa si riteneva dannoso eliminare i contenuti irrilevanti, cancellare articoli o eliminare pagine. Oggi, invece, è fondamentale sapere cosa, a un certo punto, è il caso di mettere offline. Questo processo si chiama potatura e dà letteralmente respiro ai siti. L’importante, ovviamente, è comunicare ai motori di ricerca il reindirizzamento con l’apposito processo.

Creare dei corretti reindirizzamenti

Potare il sito significa anche reindirizzare per eliminare quella che è una vera e propria minaccia al posizionamento nella SERP: i collegamenti interrotti. Esistono diversi plugin che automatizzano i redirct e fanno in modo che i motori di ricerca non li individui come gravi errori e che gli utenti non incappino in un frustrante 404.

Tenere d’occhio gli errori di scansione

Un’altra cosa da fare dopo la pubblicazione è tenere d’occhio gli errori di scansione. Come? Mediante Google Search Console. Una volta individuati problemi tecnici ed errori si può provvedere a correggerli e a migliorare la propria posizione.

Giocare con i guest post

Una strategia SEO off page post pubblicazione, efficace e sana: i guest post. Pubblicare contenuti su siti web di altre persone e condurre al proprio sito per mezzo di appositi link aiuta il sito web ad avere autorevolezza ed è uno scambio intelligente e fruttuoso.

Un po’ come con i guest post, fare in modo che altri siti web linkino il nostro sito web è una strategia off page premiante. Più backlink si collezionano, più il ranking aumenta. E più aumenta, più sale la posizione in SERP.

Dare importanza ai podcast

I podcast sono il futuro e ciò è cosa ormai nota. Per questa ragione, come ultimo consiglio, Neal Schaffer invita a non sottovalutarli: crearne alcuni ad hoc o essere ospitati da altri creator fa sì che gli utenti cerchino sui motori di ricerca. E anche la quantità di ricerche influisce sul posizionamento del nostro sito.

Elencati questi 30 consigli, occorre sottolineare una grande verità: la SEO è un duro lavoro e nessuno dei passaggi elencati da Schaffer può essere preso sotto gamba. Per questo è sempre bene affidarsi a degli esperti (Web Developer, Seo specialist, Social Media Manager, Digital Advertising Specialist, Graphic Designer) che grazie a un lavoro armonico facciano la differenza.

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