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Video Marketing: che cos’è e perché le aziende non possono farne a meno

23 Giugno 2022

Indice dei contenuti

L’importanza del video marketing per i brand

Le parole sono essenziali, un’immagine vale più di mille parole… e i video? Valgono ancora di più. Le aziende dovrebbero saperlo: una buona strategia di video marketing è ormai fondamentale per parlare al proprio pubblico.

I video sono strumenti dalle potenzialità enormi: con una strategia curata, infatti, si possono creare contenuti che rispondano a tutte le esigenze, dalla promozione del prodotto al racconto del brand, passando per la creazione di un rapporto più stretto con clienti e fan. Scopriamo di più.

Una definizione di video marketing

Secondo l’Adobe Glossary, il video marketing è «la branca del marketing che permette di usare i video in maniera emotivamente coinvolgente al fine di entrare in contatto con i clienti e catturare la loro attenzione, in un mondo sovraccarico di risorse digitali».

Realizzazione video

Già le ultime parole della definizione ci lasciano intendere che per riuscire a imporsi con questo tipo di strategia ci voglia un certo tipo di conoscenza. Ma, nello specifico, cosa dovremmo proprio sapere?

A chi stiamo parlando?

Quando si opta per una strategia di video marketing bisogna ragionare sul più importante dei fattori: l’utente finale, il pubblico, il consumatore. Quando si pensa ai video si pensa, in maniera erronea, a contenuti passepartout, da realizzare a tempo perso perché possono essere consumati da chiunque.

Non è così. La popolarità di un video applicato al nostro brand, al nostro settore e alla nostra attività è stabilita dagli interessi del nostro pubblico specifico. Se abbiamo degli acquirenti/segmenti forti, con preferenze perfettamente espresse, allora si può partire.

Se il nostro pubblico, invece, non è ancora definito a dovere, occorre fare delle analisi specifiche. Quali sono gli utenti che ci premiano di più? Quali sono i prodotti/servizi più apprezzati e cosa vorrebbero sapere, se volessero saperne di più?

Solo dopo questo ragionamento è possibile passare alla seconda fase, ovvero capire quali sono le cose che vale la pena raccontare e come occorre raccontarle.

Storytelling al primo posto

Non esistono strategie di marketing se non esiste lo storytelling. Le strategie di narrazione sono essenziali quando si crea l’immagine di un brand e lo si presenta al pubblico. Va da sé, dunque, che il video marketing deve assolutamente basarsi su una buona narrazione di ciò che intendiamo raccontare.

Partendo dal prodotto/servizio/storia che sarà oggetto della strategia, occorrerà studiare tutti i modi possibili per descriverlo. Nel video marketing, così come nel copywriting, nel content writing e nei podcast bisogna ricordarsi che non siamo noi gli eroi della storia: l’eroe è sempre e comunque l’utente finale.

Programma di editing per realizzare video

La domanda giusta da farsi è: come aiutarlo? Come possiamo essere coloro che lo aiutano a risolvere un problema? Una volta trovata la risposta, si può iniziare effettivamente a ragionare su una campagna di video promozionali. Prima, di passare all’azione, però, bisogna porsi un altro importante quesito.

Qual è la piattaforma giusta?

Abbiamo il pubblico, abbiamo la storia, ma su quale piattaforma andrà trasmessa? Anche questa scelta comporta delle analisi. Dei video di brevissima durata e di formato verticale sono perfetti per Instagram e TikTok, ma non funzioneranno su un canale Youtube, su LinkedIn o, addirittura, su Facebook.

Cambiando la piattaforma di destinazione, inoltre, deve necessariamente cambiare il tone of voice. Un video corporate richiederà un linguaggio più professionale e non si adatterà ai social più leggeri, mentre un video dove ci si mostra in prima persona, magari con un pizzico di ironia, non andrà d’accordo con canali più impegnati.

C’è poi da considerare che su Youtube la SEO sta diventando importante tanto quanto per i siti web. Questo significa che qualora si scegliesse di veicolare i propri video su questo canale, occorrerebbe valutare una vera e propria strategia di ottimizzazione per sviscerare le parole chiave giuste da presidiare, le correlate e il posizionamento dei competitor.

Per stabilire qual è la piattaforma giusta occorre pensare a quale sarà la durata del video, quale sarà il formato grafico finale, quanto conterà il suono, quale sarà il tono di voce e, soprattutto, quale sarà la sua tipologia.

Tipologie di video ideali per il video marketing

Sì, perché se portiamo avanti una strategia di video marketing un video non sarà mai soltanto un video. Sarà un contenuto, un pilastro portante di un’intera strategia di comunicazione integrata che dovrà fare la differenza per il nostro brand.

Cameramen che realizza un video

Hubspot ci ricorda che esistono ben dieci tipologie di video da valutare. Eccole:

  • Video dimostrativi: sono i video che mostrano come funziona il nostro prodotto/servizio;
  • Brand video: sono quelli che mostrano la mission dell’azienda (questo di Nike ne è un esempio);
  • Video di eventi: l’azienda ospita una conferenza, un festival, un incontro? Questo è il video giusto;
  • Video corporate: video che raccontano l’azienda, in maniera informativa o narrativa;
  • Video esplicativi: sono i video che spiegano perché il pubblico ha bisogno del nostro prodotto;
  • Video-interviste: video che ospitano esperti e consulenti, che confermano il valore dell’azienda/servizio/prodotto;
  • Video animati: sono i video che spiegano, per mezzo di immagini semplici, concetti complessi;
  • Video didattici: questi video servono per insegnare qualcosa al pubblico, partendo dal sapere del brand;
  • Casi studio: relativi ai prodotti e servizi dell’azienda, i video con i casi studi documentano efficacia/presa di ciò che fa il brand;
  • Video personalizzati: sono video creati ad hoc per determinate occasioni, in cui il brand “ci mette la faccia” parlando di tematiche e/o vicende avvenute di recente.

Guardando al futuro, inoltre, saranno presto da considerare i video che si basano sulla realtà virtuale e sulla realtà aumentata.

Sequenza temporale e budget

Le tipologie succitate dovrebbero già farci capire che un solo video non fa il video marketing. È il mix dei vari formati, infatti, a restituire al pubblico una panoramica concreta e affidabile del brand.

Certo, esistono casi in cui basta un semplice spot per diventare virali e fare il boom, ma attenzione: si tratta di boom, ovvero di esplosioni che durano poco.

Video Marketing

Il video marketing deve necessariamente contare su una serie di video, ben fatti e ben distribuiti nel tempo. Scegliere la sequenza temporale della loro uscita (possibilmente stendendo un calendario editoriale) e avere un’idea del budget da impiegare sia per la realizzazione dei contenuti che per la loro promozione diventa perciò essenziale.

Mai lanciarsi in una strategia di marketing (di qualsiasi tipo) senza tempistiche chiare. Cerchiamo di tenere in considerazione anche eventuali ritardi occasionali, ricorrenze e facciamo un calcolo dei possibili incidenti di percorso. In questo modo, avremo un’idea chiara di quanti video ci servono e delle relative spese.

Le fasi di una buona strategia di video marketing

Analizzando i punti precedenti abbiamo capito quanto il video marketing sia composto di sfaccettature e ragionamenti che non consentono di lanciarsi nel vuoto. Adesso, in maniera il più possibile sintetica, cerchiamo di comprendere quali sono le fasi chiave per una buona strategia.

  • Fase 1: allocare risorse. Per una buona strategia di video marketing occorre avere a disposizione un budget che consenta o di affidarsi a degli esperti (soluzione caldamente suggerita) o di avere un’attrezzatura dignitosa e un buon software di editing;
  • Fase 2: brainstorming. Ragionare sullo storytelling. Sempre e in qualsiasi situazione;
  • Fase 3: storyboard. Valutare lo storyboard, scena per scena, significa essere sicuri che il video non si perda, non sia troppo lungo, non faccia sfuggire il messaggio;
  • Fase 4: girare e girare. Un video non viene mai bene a primo colpo, questa è una regola. Nessuna fretta, meglio ripetere cento volte le stesse azioni che mandare online un pessimo contenuto;
  • Fase 5: tagliare. Il contenuto finale può anche piacere, ma mettiamoci nei panni del pubblico. Se è necessario, tagliamo: la durata deve comunque non essere mai troppo lunga, perché l’attenzione del pubblico è breve e inarrestabile;
  • Fase 6: ingaggiare e pubblicare. Ingaggiare il pubblico significa creare attenzione sul video prima che venga pubblicato. Raccontiamolo o presentiamolo in maniera efficace;
  • Fase 7: analizzare. Un video non va lanciato in rete e via. Occorre tenere traccia di metriche e statistiche per determinare quali video funzionano meglio e perché.

I consigli utili

Come per tutto ciò che riguarda il marketing, non esistono trucchi infallibili o bacchette magiche che possano garantire che si sta seguendo il percorso giusto. Se si desidera che la propria strategia di video marketing abbia successo occorre provare, pianificare, testare, analizzare e ripetere questo circolo fin quando non si trova la strada corretta.

Inoltre, anche quando si trova il percorso giusto, è bene continuare a porsi delle domande: quali sono gli obiettivi finali dei/del video? Per quanto tempo potranno essere raggiunti? E in che modo un nuovo video, una nuova strada potrebbe migliorare o peggiorare le cose?

Videomaker che realizza un video

Ancora, attenzione alla coerenza. Se a un certo punto il nostro brand cambia vocazione o mission, non lasciamo indietro i video. Allineare i contenuti ai cambiamenti è essenziale per renderli efficaci e per non vanificare tutti gli sforzi che si sono susseguiti per arrivare a un certo punto della storia.

In ogni caso, infine, cerchiamo di evitare il fai da te: come abbiamo avuto modo di capire, una strategia di video marketing richiede ragionamenti, confronti e occhi esperti. Affidarsi a un team che possa allinearsi e concordare ciò che c’è da fare, unendo storytelling, grafica e realizzazione di video promozionali e aziendali è sempre la mossa migliore.

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